Grande show al Vertigo Festival Beer con gli Sneakers è il delirio!

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Grande show al Vertigo Festival Beer con gli Sneakers è il delirio!

 di Matteo Indino / ph. Letizia Reynaud 

Sabato sera infervorato al Vertigo. Ad aprire il concerto degli Sneakers sono saliti sul palco i Proclama accolti da un pubblico numeroso e caloroso di ogni fascia d’età. La band, nata a Torino, mancava da circa un anno dalla scena musicale della sua città natale. Reduce da un lavoro in studio, torna finalmente alla ribalta con il suo nuovo album “La mia migliore utopia” in vendita dal mese scorso.
Dopo i Proclama l’attenzione è tutta per la band “clou” della serata. L’esperienza del DSC_0258-2vocal e frontman degli SneakersGiubbe, colpisce a prima vista: la sua voce profonda e pulita e le movenze sul palco attraggono e ipnotizzano il pubblico accalcato nelle prime file per assistere da vicino al loro show. Lo spettacolo soddisfa ed emoziona non solo musicalmente, ma anche visivamente, grazie al magnifico set di luci ed effetti accuratamente studiato e preparato.
Il gruppo riesce egregiamente nella grande impresa di rendere omaggio ai Depeche Mode, band nota per il massiccio utilizzo di tastiere, synt e sequencer, creando un connubio tra live ed elettronico con un equilibrio impeccabile, precisione e pulizia. Il gruppo è composto da Giubbe (voce), Simone Piredda (tastiere, voce), Nino “Tosh” Azzarà (chitarra, tastiere), Andrea Dorato (batteria), Fulvio Bosco (tastiere) e Stefano “Steve” Chiariello al ruolo di Sound Engineer. Fin dal 1993 il complesso ha superato lo stereotipo di cover band, diventando a tutti gli effetti una figura importante del panorama “New Wave” torinese; forti della loro padronanza tecnica di strumenti ed effetti, hanno ricevuto il riconoscimento di miglior tribute band europea dagli stessi Depeche Mode. DSC_0241-2

Gli Sneakers iniziano a scaldare gli animi con “It’s no good” continuando con una scaletta notevole composta da “World in my eyes”, “Policy of truth”, “Halo”, “Walking in my shoes”, “Behind the wheel”, “Precious”, “In your room”, “Barrel of a gun”, “A question of Time”, “I feel you”, “Everything counts”. Le due ore di show vanno avanti con la massiccia partecipazione degli ascoltatori che non smettono di cantare, battere le mani, saltare incitati dallo stesso Giubbe, con particolare trasporto durante l’esecuzione di “Enjoy the Silence” e “Personal Jesus” che precedono un finale sempre in crescendo con “Photographic”, “Just can’t get enough” e per concludere “Never let me down again”. Tutto lo spettacolo spazia dagli esordi dei Depeche Mode negli anni ’80 con Vince Clark per passare dai lavori fondamentali con Alan Wilder (le già citate “Enjoy the Silence”e “Personal Jesus”, “Black Celebration”, “Never let me down again”, l’elenco sarebbe infinito) fino agli ultimi lavori di “Delta Machine”. La coesione tra i membri della band e l’energia e la tecnica da loro sprigionati durante ogni concerto uniti alla personalità ed alla voce di Giubbe sono probabilmente la principale causa della loro longevità e del successo provato dal grande seguito di fans.
La fine del concerto è segnata da una fortissima richiesta di bis del pubblico che, urlando a gran voce, prega la band di non andarsene. Dopo aver esaudito il loro desiderio, acclamati e applauditi, gli Sneakers salutano tutti con un inchino.

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